Il Dossier dell’alimentazione infantile

Marketing, salute pubblica e cultura dell’allattamento

Un’analisi critica sul marketing dell’alimentazione infantile, sul ruolo dell’industria della formula artificiale e sulle implicazioni sociali, culturali, economiche ed ecologiche legate all’alimentazione nei primi anni di vita.

Il materiale presentato da IBFAN Italia propone una riflessione approfondita su come la promozione commerciale della formula artificiale influenzi le scelte delle famiglie, i sistemi sanitari e la cultura della cura nei primi 1000 giorni.


Un mercato globale costruito sul marketing

Secondo il dossier, il mercato mondiale della formula artificiale genera un fatturato annuo di circa 56 miliardi di dollari e coinvolge strategie pubblicitarie sempre più pervasive rivolte a donne in gravidanza e famiglie.

Il documento evidenzia come il 51% dei genitori e delle donne in gravidanza sia bersaglio costante di attività di marketing, spesso veicolate attraverso:

  • social network;
  • influencer;
  • applicazioni e strumenti digitali;
  • pubblicità indiretta;
  • claim pseudoscientifici;
  • contenuti sponsorizzati.

Il Codice Internazionale OMS

Uno dei temi centrali del dossier riguarda il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, adottato dall’OMS nel 1981.

Il Codice non vieta la vendita della formula artificiale, ma limita le pratiche promozionali che possono influenzare o manipolare le scelte delle famiglie.

Tra le pratiche vietate:

  • pubblicità diretta al pubblico;
  • distribuzione di campioni gratuiti;
  • promozione negli ospedali;
  • contatti diretti tra aziende e genitori.

Il dossier sottolinea però come molte strategie promozionali continuino ancora oggi ad aggirare o violare queste indicazioni.


Cultura, comunicazione e condizionamento

Il materiale mostra come il marketing della formula artificiale si intrecci con elementi culturali e simbolici capaci di influenzare profondamente la percezione dell’alimentazione infantile.

Tra gli esempi riportati:

  • l’utilizzo di “mamme ambassador” e baby influencer;
  • la normalizzazione del biberon nei media e nei cartoni animati;
  • messaggi pubblicitari che associano la formula a sonno, intelligenza o benessere;
  • claim che suggeriscono equivalenze con il latte materno.

Il dossier invita professioniste/i, educatrici/educatori e famiglie a sviluppare uno sguardo critico sulla comunicazione commerciale rivolta ai genitori.


Allattamento, salute e sostenibilità

Uno degli aspetti più interessanti del documento riguarda la connessione tra alimentazione infantile, ambiente ed economia.

L’allattamento viene descritto come:

  • una pratica di salute pubblica;
  • una forma di economia circolare;
  • un’azione di sostenibilità ambientale;
  • un elemento di equità sociale.

Al contrario, il dossier evidenzia l’impatto ambientale della produzione industriale di formula artificiale:

  • allevamenti intensivi;
  • consumo idrico;
  • emissioni di gas serra;
  • deforestazione;
  • produzione di rifiuti e packaging.

Oltre il senso di colpa: una riflessione collettiva

Il documento propone anche un cambio di prospettiva importante: proteggere l’allattamento non significa colpevolizzare chi non allatta, ma interrogarsi sui sistemi culturali, economici e commerciali che influenzano le scelte delle famiglie.

La tutela dell’allattamento viene quindi presentata come una questione di:

  • salute pubblica;
  • diritti;
  • giustizia sociale;
  • informazione corretta;
  • sostenibilità futura.

Educazione critica e consapevolezza

Il dossier si conclude con un invito a sviluppare strumenti educativi capaci di aiutare adulti e comunità a leggere in modo critico la comunicazione pubblicitaria sull’alimentazione infantile.

Una delle domande guida proposte è:

“Chi ci guadagna?”

Una domanda che invita a riflettere sul rapporto tra salute, mercato, diritti e interessi economici nei primi anni di vita.


Scarica il materiale completo

È possibile consultare e scaricare il documento completo presentato da IBFAN Italia:

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Approfondimento

Il materiale fa riferimento alla campagna internazionale OMS e UNICEF contro il marketing aggressivo dei sostituti del latte materno e al lavoro di monitoraggio svolto da IBFAN Italia.

Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni 2025

I primi 1000 giorni: dati, disuguaglianze e salute pubblica

È stata pubblicata l’edizione 2025 della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, il sistema nazionale promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che monitora i principali determinanti di salute nei primi 1000 giorni di vita.

Si tratta di uno strumento prezioso per comprendere come vivono oggi le famiglie con bambine e bambini piccoli, quali pratiche di salute vengono adottate e quali disuguaglianze sociali e territoriali continuano a incidere sul benessere dell’infanzia.


Perché i primi 1000 giorni sono così importanti

La gravidanza, la nascita e i primi due anni di vita rappresentano una fase cruciale per lo sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale e fisico delle bambine e dei bambini.

Secondo il documento, la salute nei primi anni è influenzata da fattori biologici, psicologici, ambientali, sociali ed economici che agiscono già prima del concepimento. Per questo motivo OMS e UNICEF raccomandano politiche integrate di sostegno precoce alle famiglie e alle comunità.

La Sorveglianza raccoglie dati su temi fondamentali come:

  • assunzione di acido folico;
  • fumo e consumo di alcol in gravidanza;
  • allattamento;
  • sonno sicuro;
  • sicurezza in casa e in auto;
  • lettura in famiglia;
  • esposizione agli schermi;
  • vaccinazioni;
  • accesso ai servizi e disuguaglianze sociali.

Un’indagine nazionale che coinvolge le famiglie

Tra luglio 2025 e gennaio 2026 sono state coinvolte quasi 65.000 madri in tutta Italia, con un tasso di partecipazione molto elevato (93%).

Le interviste sono state realizzate nei centri vaccinali durante gli appuntamenti previsti nel calendario vaccinale dei primi due anni di vita.


Alcuni dati significativi emersi dalla Sorveglianza

Acido folico: ancora troppo poche assunzioni corrette

Sebbene il 93,2% delle madri dichiari di aver assunto acido folico durante la gravidanza, solo il 35,4% lo ha fatto nel periodo corretto, cioè prima del concepimento e nelle prime settimane gestazionali.

Il dato evidenzia quanto sia ancora necessario rafforzare informazione, prevenzione e accompagnamento già nella fase preconcezionale.


Allattamento: segnali di miglioramento, ma persistono differenze territoriali

L’allattamento esclusivo riguarda:

  • il 48,2% dei/delle bambini/e tra i 2 e i 3 mesi;
  • il 39,3% tra i 4 e i 5 mesi.

Aumenta inoltre la quota di bambini e bambine allattati oltre l’anno di vita.

I dati mostrano però forti differenze territoriali, con valori generalmente più bassi nel Sud Italia. Il documento sottolinea la necessità di continuare a proteggere e sostenere una vera “cultura dell’allattamento”, libera da interessi commerciali e fondata su informazioni evidence-based.


Lettura condivisa: una pratica ancora poco diffusa nei primi mesi

Più della metà dei/delle bambini/e tra i 2 e i 5 mesi non ha ricevuto letture nella settimana precedente l’intervista.

La lettura precoce in famiglia è invece riconosciuta come un’importante esperienza relazionale ed educativa, capace di sostenere lo sviluppo linguistico, emotivo e cognitivo e di contrastare la povertà educativa.


Schermi digitali: esposizione ancora presente già nei primi mesi

Nonostante le raccomandazioni suggeriscano di evitare l’esposizione agli schermi sotto i 2 anni, il 14,6% dei/delle bambini/e tra i 2 e i 5 mesi trascorre già tempo davanti a TV, smartphone o tablet.

Le percentuali aumentano sensibilmente con la crescita dell’età del/della bambino/a e risultano più elevate nelle Regioni del Sud.


Sonno sicuro: cresce la posizione corretta in culla

Il 70,1% delle madri dichiara di mettere a dormire il/la proprio/a bambino/a a pancia in su, posizione raccomandata per ridurre il rischio di SIDS (“morte in culla”).

Il dato è in lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, ma resta importante continuare a diffondere informazioni corrette sul sonno sicuro nei primi mesi di vita.


Le disuguaglianze continuano a incidere sulla salute

Uno degli aspetti più importanti messi in evidenza dalla Sorveglianza riguarda le disuguaglianze sociali e territoriali.

L’aderenza alle raccomandazioni nei primi 1000 giorni risulta strettamente collegata:

  • al livello di istruzione;
  • alle difficoltà economiche;
  • alla cittadinanza;
  • all’area geografica di appartenenza.

Le famiglie con maggiori fragilità economiche e sociali mostrano più frequentemente minore accesso alle pratiche protettive per la salute.

Per questo motivo, il documento sottolinea la necessità di investire in politiche pubbliche, reti territoriali e interventi di accompagnamento precoce capaci di sostenere tutte le famiglie, fin dall’inizio della vita.


Uno strumento importante per costruire comunità più accoglienti

La Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni rappresenta oggi uno strumento fondamentale per orientare politiche, servizi e pratiche educative e sanitarie nei primi 1000 giorni.

I dati raccolti ci ricordano quanto sia necessario continuare a costruire comunità competenti, inclusive e capaci di accompagnare genitori, bambine e bambini attraverso interventi integrati, relazioni di cura e informazioni corrette e accessibili.


Scarica il documento completo

È possibile consultare e scaricare la sintesi completa della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni – Edizione 2025, realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.

Download del documento


Come professioniste e professionisti che lavorano nei primi 1000 giorni, riteniamo fondamentale promuovere una cultura della prevenzione, dell’informazione corretta e del sostegno alle famiglie.