Dare alla luce

– *Dare alla luce* è un documentario attraverso il quale alcune donne comuni ci fanno dono della loro stra-ordinaria esperienza di parto.

– Tutte loro hanno scelto di ascoltare e avere fiducia nel loro corpo e partorire in un luogo intimo e protetto da qualsiasi disturbo.

– A custodire questo spazio mentre il loro corpo si apre alla vita a volte c’è la presenza velata di una donna o del loro compagno, entrambe capaci di non fare. Nessuno parla con loro, nessuno le tocca, nessuno le guarda, nessuno risveglia la loro neocorteccia e così, in un sacro silenzio interrotto solo dalle urla potenti di queste donne mammifere la fisiologia del parto si compie, con intensità ma anche con semplicità.

Qui il link al trailer:
https://youtu.be/8mt_-IuOTqE?feature=shared

Alla scoperta della genitorialità transgender

Alla scoperta della genitorialità transgender

“L’invisibilizzazione è stata sicuramente una grande arma contro le persone trans* e la loro genitorialità e il loro possibile desiderio di diventare genitori, perché questa invisibilizzazione nasce da un vero e proprio ostracismo e reazioni di disgusto nei confronti dei genitori trans*.
Infatti nonostante una mole di evidenze che ci dicono il contrario è ancora molto diffuso il preconcetto secondo cui il transgenderismo non sia conciliabile con la genitorialità ed il nostro paese è, rispetto ad altri, culturalmente e giuridicamente più indietro rispetto a questo tema.
Nella seconda indagine LGBTI dell’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA- Fundamental rights agency) nel 2019, dalle 19.445 risposte raccolte tra le persone trans*, è emerso che il 19% era genitore di almeno un bambino.
Ma già molto prima, nel 1998, lo psichiatra Domenico Di Ceglie attestava che nelle cliniche inglesi specializzate nei percorsi di affermazione di genere, un terzo dei richiedenti avesse figl3.
Come scriveva Lorenzo Petri nel 2013, in quella che forse è stata la prima ricerca italiana sulla genitorialità delle persone trans* nel nostro paese, per lungo tempo i clinici hanno pensato che il transgenderismo fosse una condizione incompatibile con l’essere genitori e ritenevano impensabile che una persona trans* potesse avere un progetto di genitorialità. Se una persona era diventata genitore prima del percorso di affermazione di genere, consigliavano alla persona di allontanarsi dai figl3 e di ricostruirsi una vita altrove”. Egon Botteghi
Mio figlio è femminista

Mio figlio è femminista

“Se vi state chiedendo, essendo padre, madre o comunque punto di riferimento adulto di un bimbo o un ragazzo, se sia possibile trasferire le idee del femminismo in un giovane d’oggi, la mia risposta è decisamente sì.” Lo scrive Monica Lanfranco, che giovedì 28 marzo alle 17 dialogherà con Tiziana Valpiana a Verona nella nuova sede presso Zenobia, in via Spagna 12b.
Monica Lanfranco, femminista, giornalista, ha avuto due figli maschi, si occupa da decenni di sessismo e formazione ed è convinta che educare fin da piccoli i bambini al rispetto dell’altra, persino a non aver timore di dirsi femminista, sia una straordinaria occasione per cambiare il mondo e dare una spallata alla cultura misogina.
Ancora dalla parte delle bambine

Ancora dalla parte delle Bambine

Per la Giornata internazione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un dialogo tra Tiziana Valpiana, fondatrice dell’Associazione Il Melograno Nazionale – Centri Informazione Maternità e Nascita, e Maria Giovanna Iavicoli, Vicepresidente del Centro Nascita Montessori di Roma.

Mater_Arte - I colori e il mondo di valentina Pasti

MATER_ARTE – I COLORI E IL MONDO DI VALENTINA PASTA

MATER_ARTE

I COLORI E IL MONDO DI VALENTINA PASTA

21 e 22 ottobre 2023

Il Melograno, centro informazione maternità e nascita, Gallarate, via Giusti 8

Ingresso libero, h 10-13; 14.30-19.00.

Alle ore 15.30 del 21.10 presentazione critica e interventi musicali di Marta Saggin Betti e Alice Bertino

“Il desiderio di chiudere il cerchio di quello che si è aperto con la nascita del mio bambino”.

Così si rivela Valentina Pasta, artista che vive e lavora al confine della provincia di Varese, in territorio comasco, nata a Milano ma col cuore nel mondo.

“L’associazione del Melograno l’ho conosciuta durante la mia gravidanza, ed è stata l’unica realtà ad esserci sempre stata al nostro fianco anche durante la Pandemia nel 2020. Ho così ricevuto tanto in quei momenti preziosi e delicati che tanto avevo a cuore restituire. Così è nata Mater_aRte, dal desiderio condiviso con l’associazione di diffondere la bellezza e la poesia delle mie immagini e viverla insieme nella casa della loro sede”. 

Le opere realizzate in questi anni vibrano dell’esperienza della maternità intesa soprattutto come generativa, come accoglienza, come capacità di lasciar vivere e sviluppare i sogni altrui, come periodo di fatica e immensa gioia.

Le tavole hanno le sfumature di tutti i sentimenti, pastelli e acquerelli si rincorrono a creare mondi ma anche a esaltare l’individuo, portato al centro di ogni situazione con la varietà delle proprie emozioni.

Debora Ferrari ha curato l’aspetto critico della mostra per contestualizzare l’opera di Valentina Pasta nel panorama contemporaneo dell’illustrazione nazionale.

Il Melograno è un’associazione senza scopo di lucro, dice Samuela Colombo presidente, che dal 1981 si occupa di maternità, nascita e prima infanzia, e riunisce i 15 centri che hanno sede in varie Regioni d’Italia, punti di riferimento per le donne e le famiglie che desiderano vivere la maternità, il parto e l’accudimento dei loro bambini e delle loro bambine nel rispetto delle proprie scelte, della propria individualità, della propria cultura e dei propri bisogni, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La sede de Il Melograno di Gallarate opera sul territorio dal 1984. Tra i suoi molteplici obiettivi vi è la promozione di una nuova cultura della genitorialità. Il Melograno è diventato sin dai primi anni significativo riferimento nell’elaborazione di un pensiero che mette al centro il riconoscimento esplicito da parte dell’intera comunità sociale del valore della maternità e della genitorialità, luogo di incontro e accoglienza per le tante donne e famiglie che desiderano approfondire le tematiche legate alla genitorialità, offrendo servizi educativi per bambini e bambine.

Valentina Pasta, nata a Milano nel 1991, vive e lavora in provincia di Como avvolta dal verde e dalla tranquillità. Innamorata del colore fin da bambina, approfondisce la sua passione prima all’Istituto d’Arte Fausto Melotti di Lomazzo e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera specializzandosi in Decorazione Pittorica. Amante dei bambini fin dall’adolescenza, con l’apertura del negozio di giocattoli del marito scopre la passione per il mondo dell’infanzia attraverso la lente dell’illustrazione, specializzandosi con corsi e workshop presso la Scuola Internazionale dell’Illustrazione della Fondazione Št?pán Zav?el a Sarmede (in particolare sotto la guida di Anna Castagnoli). Apre la sua impresa artigiana nel 2019 e il suo laboratorio aperto al pubblico a Mozzate nel 2023. La sua formazione come decoratrice d’interni le permette di cogliere a fondo la bellezza che può dare un ambiente, un colore, una linea e per questo realizza illustrazioni e prodotti artigianali per chi desidera donare un tocco di bellezza, conducendo anche corsi sulle varie tecniche pittoriche per adulti e laboratori artistici per i più piccoli.

Questa mostra nella sede dell’associazione Il Melograno di Gallarate nasce come segno di riconoscenza e bellezza per l’aiuto ricevuto dall’associazione stessa nel 2020, quando è diventata mamma per la prima volta.

La mostra è resa possibile grazie al prezioso contributo di:

ABBRACCIO 23, MOMARTE, AVIS COMUNALE GALLARATE, VIVEREGIOCANDO, SCALDASOLE

ELISABETTA D’AFFARA GRAPHIC DESIGN, BARGERO, TRALCI DI VITE, BESTWESTERN HOTEL CAVALIERI DELLA CORONA, ABBIGLIAMENTO PASTA, CORPO MUSICALE SANTA CECILIA LOCATE VARESINO, MABEF

Contatti:
valentinapastaillustrazioni@gmail.com

L'allattamento in Emilia Romagna

L’allattamento in Emilia-Romagna

Il Melograno di Bologna

Relazione al convegno regionale “L’allattamento in Emilia-Romagna”
30 settembre 2023

A questo convegno dedicato all’allattamento, portiamo un progetto che non è dedicato all’allattamento, non specificamente almeno, ma piuttosto a quelle azioni che sappiamo essere protettive della salute e del benessere perinatale, e dunque anche dell’allattamento.

“Diamo voce alla nascita”, così si chiama il progetto, intende promuovere l’empowerment innanzitutto delle donne che si trovano a vivere l’esperienza della maternità in una situazione di potenziale fragilità, soprattutto in un contesto di migrazione, ma anche di solitudine, esclusione sociale, vissuti dolorosi personali o relazionali. Più in generale intende promuovere la salute e il benessere dell’intero nucleo familiare, cercando di ridurre quegli ostacoli geografici, economici, linguistici e culturali che contribuiscono a diminuire l’accessibilità ai servizi esistenti.

I servizi nel nostro territorio sono tantissimi, la criticità è piuttosto quella di intercettare le persone che più ne hanno bisogno: le donne migranti si muovono sulle relazioni, non sull’offerta, per quanto ricca sia.

Il cuore della nostra attività è tessere relazioni, offrire uno spazio di accoglienza che sia comodo, pieno di calore, bello e informale, cercando di infondere pazientemente fiducia.

La migrazione stravolge l’esperienza della maternità. Il mondo esterno è difficile da comprendere, dalle consuetudini di comportamento all’organizzazione sociale. La lingua è sconosciuta, i riferimenti familiari mancano e le condizioni di vita sono spesso molto precarie. Le cure in gravidanza, durante il parto e il postparto sono diverse da quelle del paese d’origine. Manca loro la dimensione collettiva di accompagnamento al diventare madre.

Queste sono madri che faticano a trasmettere sicurezza ai loro neonati, li accudiscono con incertezza, senza sapere quali gesti fare e come farli. E’ una cosa che ci sentiamo dire tante volte: non so come tenere in braccio il mio bambino, non so come maneggiarlo, ho paura a uscire per la strada.

“Diamo voce alla nascita” è un progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna nato nel 2022 dalla collaborazione tra il Centro per le Famiglie del Comune di Bologna e il Melograno-Centro Informazione Maternità e Nascita, un ente del terzo settore nel quale operano donne che hanno formazioni diverse nell’ambito della perinatalità, sanitarie e non sanitarie.

Il progetto prevede diverse azioni:

1 – Parole della maternità: laboratorio di lingua italiana per conoscere il vocabolario legato ai temi della gravidanza, della nascita, del corpo, del neonato, dell’allattamento. Conoscere questo lessico permette alle donne straniere di sentirsi più competenti per affrontare parto, per parlare con il personale sanitario e il pediatra. Più competenti per esprimere i propri disagi e i propri bisogni.
Hanno partecipato 22 donne.

2 – Mamme del mondo: spazio mamma interculturale
Hanno partecipato 12 donne

3 – Sostegno domiciliare: per supportare situazioni delicate che presentano particolari difficoltà
Abbiamo seguito 7 donne

4 – Incontri a tema per neogenitori: allattamento, sonno, bisogni di neonati e neogenitori.
Hanno partecipato 55 donne di cui 2 migranti e 3 uomini.

5 – Spazio meticcio: siamo riuscite a inserire alcune donne nei gruppi che abitualmente frequentano il Melograno, formati da donne solitamente italiane e ben inserite nella società in cui viviamo. Parliamo di piccoli numeri, 4 donne che hanno partecipato e partecipano con continuità, ma sono esperienze importanti di conoscenza, di scambio, di vicinanza. Esperienze che rompono barriere sociali che sembrano insormontabili.

Sono 14 i paesi di provenienza delle donne coinvolte nel progetto: Marocco, Tunisia, Perù, Thailandia, Uganda, Moldavia, Costa d’Avorio, Eritrea, Ucraina, Pakistan, Italia, Turchia, Nigeria, Camerun.

Grazie alla collaborazione con i Centri Bambini Famiglie, progetto pedagogico del Comune di Bologna, la maggior parte degli incontri si sono svolti presso loro sedi. Abbiamo avuto scambi con consultori e altri enti che si occupano di migrazione. Talvolta abbiamo lavorato con la presenza di mediatrici culturali.
Questo progetto è un bell’esempio dell’importanza di fare rete tra soggetti pubblici e del terzo settore, risultato ottenuto soprattutto grazie all’instancabile tenacia di Chiara Labanti e Stefania Pilastrini del Centro per le Famiglie, che mi fa piacere citare e ringraziare.