#iostonelsentire – Webinar “La Scuola dei 1000 giorni”

INCONTRI APERTI ONLINE PER PRENDERSI CURA DI CHI CURA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Il prossimo appuntamento sarà con Luciana Mellone e Patrizia Porcina per approfondire il tema:

11 giugno 2020 dalle 17.00 alle 18.30

#IOSTONELSENTIRE

Stare richiede di fermarsi, eppure in quarantena l’azione di cura e sostegno proseguono.
Che prezzo stanno pagando operatrici e operatori sanitari, educativi e sociali?
Risorse per prendersi cura di chi cura.

 

Per raggiungerci sarà sufficiente entrare nel canale YouTube de Il Melograno Nazionale:
https://www.youtube.com/channel/UCJLX6tTZXMDWPY5Togua1lg?view_as=subscriber

Ti consigliamo di collegarti con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario di inizio degli incontri.
Durante l’evento live su YouTube, sarà attivata una chat per raccogliere domande e commenti che la moderatrice proporrà alle relatrici. Quanto vorrete condividere sarà prezioso per il nostro gruppo di lavoro per la progettazione degli eventi futuri.

Per informazioni sugli eventi o sulle proposte della Scuola dei 1000 giorni clicca qui.

La morte raccontata ai bambini e alle bambine – Webinar “La Scuola dei 1000 giorni”

INCONTRI APERTI ONLINE PER PRENDERSI CURA DI CHI CURA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Il prossimo appuntamento sarà con Chiara Maltagliati e Cristina Realini per approfondire il tema:

4 giugno 2020 dalle 17.00 alle 18.30

LA MORTE RACCONTATA AI BAMBINI E ALLE BAMBINE

La morte mai così nominata e ostentata, mai così lontana e preclusa.
Parlarne è una difficoltà dei bambini o degli adulti?
Alla ricerca di rituali da condividere.

 

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Riuscirà Pollicino a ritrovare la sua scuola? – Webinar “La Scuola dei 1000 giorni”

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Il prossimo appuntamento sarà con Milena Biondani e Rosa Monachelli per approfondire il tema:

28 maggio 2020 dalle 17.00 alle 18.30

RIUSCIRÀ POLLICINO A RITROVARE LA SUA SCUOLA?

Con la chiusura dei servizi educativi 0-6 anni i bambini e le bambine stanno sperimentando un innaturale isolamento dai pari.
Questa misura temporanea offre anche l’opportunità per rivisitare la pratica educativa quotidiana?

 

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Legami di latte – Webinar “La Scuola dei 1000 giorni”

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Il prossimo appuntamento sarà con Valentina Gaggiato e Luana Panichi per approfondire il tema:

21 maggio 2020 dalle 17.00 alle 18.30

LEGAMI DI LATTE

Per allattare non bastano una donna e un bambino.
Quanto, in particolare oggi, è necessario un sostegno seppure a distanza?
Come evitare che questo legame si trasformi in un vincolo?

 

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A casa con un neonato – Webinar “La Scuola dei 1000 giorni”

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Domani ci incontreremo con Patrizia Porcina e Cristina Realini per approfondire il tema:

14 maggio 2020 dalle 17.00 alle 18.30

A CASA CON UN NEONATO

La quarantena nella quarantena: stessi protagonisti, nuovi attori.
E nei mesi a seguire, quanto la condizione attuale favorisce o
complica la ricerca di un nuovo equilibrio famigliare?

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Lettera aperta alla Ministra Azzolina

“Riuscirà Pollicino a ritrovare… la sua scuola?”

Carissima Ministra Azzolina,

Le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione alcune nostre considerazioni legate alla fascia d’età delle persone zero – sei anni.

Il Melograno Centri Informazione Maternità e Nascita è un’associazione di promozione sociale che conta 17 sedi sul territorio italiano. Compirà 40 anni il prossimo anno. Una delle prime realtà associative ad occuparsi di maternità e nascita nel nostro Paese che ha acquisito come ricchezza nella sua lunga storia, il prezioso patrimonio di migliaia di esperienze e racconti di neo genitori. In particolare di donne, divenute madri e delle loro bambine e bambini nei primi tre anni di vita. I centri Il Melograno sono sorti per sostenere una nuova cultura della maternità, della nascita e della prima infanzia, il riconoscimento del valore sociale della maternità, la promozione del diritto alla salute e all’uguaglianza di dignità delle donne e dei bambini, il rispetto dei bisogni dei protagonisti della nascita, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Da quando è partita l’attuale emergenza sanitaria i bambini e le bambine, primi tra tutti, si sono trovati di colpo immersi in un tempo sospeso. In prima battuta sospesi dal loro tempo sociale, un tempo in cui avevano la possibilità di sperimentarsi e di socializzare non solo con i pari ma anche con adulti di riferimento diversi da mamma e papà, un tempo tutto loro in cui potersi esprimere al di là del loro ambiente famigliare.

Sostenere una nuova cultura della prima infanzia significa per noi, innanzitutto, dare voce ai molteplici bisogni e competenze dei bambini e delle bambine 0-6 anni.
E se partiamo dalla consapevolezza che i bambini hanno dei bisogni e delle competenze non possiamo esimerci dal riconoscere una valenza educativa significativa alle agenzie che si occupano di loro, nel loro tempo extra-famigliare.

In questi giorni di isolamento e di emergenza tante sono le notizie sulla didattica a distanza, sui pensieri che il Ministero sta facendo per fronteggiare l’emergenza anche da questo punto di vista. Si parla di lezioni, votazioni, esami di terza media e di maturità, di organizzazione.
Ciò che però mai viene nominato in questi contesti, sono le agenzie educative che si occupano dei piccolissimi, quelle senza votazioni o esami, senza un programma didattico ma con un progetto educativo: gli asili nido e le scuole dell’infanzia.
E’ ormai risaputo e riconosciuto il ruolo fondamentale che le esperienze dei primi anni di vita giocano nella costruzione dell’identità adulta futura.

I servizi educativi 0-6 anni operano scelte pedagogiche basate sulla centralità dei bambini e delle bambine nella loro globalità, riconoscendo il valore non soltanto alle attività e alle proposte ma soprattutto a tutto il contesto della quotidianità fatta di relazione, nutrimento, cura e “motivazione alla conoscenza”, attraverso l’attivazione delle potenzialità affettive, relazionali, cognitive.
La prova di questa forte competenza e funzione educativa dei servizi 0-6, risiede ora nelle iniziative di tante educatrici che in questo mese si sono attivate con i mezzi a disposizione, per tenere viva una relazione educativa con i loro bambini e bambine, in modo che questa necessaria interruzione sia meno traumatica e faticosa possibile, proprio per i piccoli.

Partendo da questi presupposti, molto ci preoccupa l’assenza totale dei servizi per la prima infanzia nei pensieri del Ministero. Come associazione che si fa portavoce dei bisogni dei bambini e delle bambine crediamo sia doveroso far emergere la necessità di far uscire questa fascia di età dall’invisibilità.
Il mondo delle bambine e dei bambini non può e non deve esaurirsi all’interno delle mura domestiche. Hanno bisogno di socialità, come necessità di rapportarsi con i loro pari e come “palestra comunitaria”; hanno il bisogno di sperimentare, che nell’isolamento è sicuramente un po’ limitata; hanno il bisogno di separarsi dai propri genitori e di entrare in relazione con altri adulti di riferimento con i quali mettere in campo aspetti diversi del proprio essere; il bisogno di sperimentare luoghi protetti diversi dalle mura domestiche.

Crediamo fortemente che sia necessario, a livello politico, non solo porsi delle domande su come meglio gestire l’organizzazione della didattica a distanza ma anche porsi delle domande sul come la stiamo gestendo e soprattutto su come vorremo gestire i mesi futuri.
Lo stesso Miur riconosce al sistema integrato 0-6 obiettivi specifici e di grande rilevanza pedagogica e sociale. In questa situazione emerge, infatti, prioritario “ridurre gli svantaggi culturali, sociali e relazionali promuovendo la piena inclusione di tutti i bambini e rispettando e accogliendo tutte le forme di diversità”. Al momento infatti abbiamo milioni di bambini in situazioni di rischio, senza protezione o in situazioni abitative e famigliari al limite o che non si possono permettere nemmeno di mantenere viva una relazione con gli adulti di riferimento a causa di mancanza di strumenti.

La chiusura/apertura delle agenzie della prima infanzia, come delle scuole, non può essere un problema della singola famiglia, ma deve essere un PROBLEMA DI COMUNITA’. Non per niente “per crescere un bambino ci vuole un villaggio”.
Senza fare retorica, se i bambini e le bambine sono il nostro futuro forse è proprio da loro che dovremmo ripartire. Possibile che quasi 3 milioni di bambini dai 0 ai 5 anni del 2019 non siano un problema collettivo?

Nidi e scuole dell’infanzia hanno il compito di “sostenere la primaria funzione educativa delle famiglie” e di “favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro dei genitori e la cura dei bambini”. In questa situazione, in un’ottica di lento rientro alla normalità, i genitori che torneranno nelle fabbriche e negli uffici, come faranno?
La “babysitter” è realmente una soluzione facilmente percorribile per i genitori? E come faranno le numerosissime famiglie che ricorrono ai nonni, quando in questo momento proprio quella generazione è la generazione da proteggere?

Altro tema che ci sta molto a cuore… in tutti i ragionamenti che si sono susseguiti finora non abbiamo mai sentito parlare di come gestire al meglio i passaggi da un grado scolastico a quello superiore, soprattutto per quei passaggi che non prevedono un “rituale” come gli esami.
Davvero pensiamo che un bambino o una bambina possa passare dal nido alla scuola dell’infanzia o dalla scuola dell’infanzia alla primaria, senza alcun tipo di chiusura e di rito di passaggio? Leggeremmo mai un capitolo nuovo di un libro senza aver terminato il precedente? Ci capirei qualcosa, ne sarei pronto? O sarei quasi obbligato, in termini di necessità, a tornare indietro per fare chiarezza?
Anche questo è un problema del singolo genitore o di qualche educatrice particolarmente illuminata? O è una questione di comunità e quindi di competenza di chi dovrebbe “guidare” il pensiero?

Uno Stato o una società in grado di ripartire dai bambini e dalle bambine è uno Stato o una società adatta a tutti. In fin dei conti un ambiente fisico e sociale adatto ad un bambino, è alla portata di tutti.
E se questa emergenza ci portasse finalmente a ripensare alla nostra società a partire dai bambini e dalle bambine?
Ci sono cambiamenti nella vita delle persone che sono più profondi e significativi dei comportamenti che dovremmo adottare nei prossimi mesi. Una società che si ripensa partendo dalle bambine e dai bambini è una società che decide di prendersi in carico il Futuro di questo Paese.

Aprile 2020

Il Melograno Centri Informazione Maternità e Nascita

Un Temporary Shop solidale in casa Generali per Il Melograno

Nel periodo prenatalizio in alcune giornate tematiche, gli spazi degli store aziendali che si trovano nelle 4 sedi di Mogliano Veneto, Milano, Torino e Roma di Generali sono messi a disposizione delle Associazioni no profit indicate dai dipendenti.

L’obiettivo è quello di far conoscere le loro attività sul territorio e di raccogliere fondi a sostegno dei singoli progetti promossi, attraverso la vendita di prodotti solidali.

L’iniziativa fa parte delle azioni di CSR di generali, all’interno del programma “Piccoli gesti, grandi azioni”.

Grazie di cuore a Generali per aver scelto quest’anno Il Melograno Centri Informazione Maternità e Nascita!

Verona – Convegno “Il respiro della vita”

La docente della Scuola dei 1000 giorni Cristina Realini è intervenuta al convegno “Il respiro della vita” organizzato dall’associazione Arte dell’Io e dell’Umanità tenutosi a Verona il 21-22-23 settembre portando le riflessioni dell’associazione in particolare sul tema del lutto perinatale.

Per approfondire la tematica, si è proposto un workshop dal titolo “Collezionista di narrazioni: parole, storie, immagini intorno al lutto perinatale ” e l’intervento in plenaria” Tutti i figli del desiderio. Perdere un figlio durante la gravidanza”.

Per informazione sugli atti del convegno, clicca qui

Per vedere il programma, clicca qui

Master in arte del maternage – aperte le iscrizioni per l’8° edizione a Trento

Tale arte nasce e si consolida grazie ad un percorso di formazione e alla rivisitazione della propria esperienza personale di donna e di operatrice. 
Il Master in Arte del Maternage offre conoscenze, approfondimenti teorici, esperienze pratiche al fine di sviluppare le competenze necessarie per lavorare nel campo della cura dei primi 1000 gior

Per maggiori informazioni, clicca qui

La fascia solidale Amrita Terima Kasih per il centro Bumi Sehat a Bali

Il progetto

 

Nell’ottobre 2017 abbiamo fatto un interessantissimo viaggio in Indonesia. Una tappa importante del nostro percorso è stata Bali, con le sue contraddizioni e le sue bellezze, con la forte spiritualità e i sorrisi della gente.

Abbiamo visitato il Bumi Sehat, scoprendo reale quel luogo tanto immaginato, una clinica piccola e intima, un luogo di pace.

Abbiamo riabbracciato Ibu Robin (conosciuta anni fa durante un incontro a Milano) e ci siamo seduti al tavolo per fare due chiacchiere.

 

Così, in un caldo pomeriggio velato dalle nuvole, è nata l’idea di una fascia solidale, un progetto che attraverso cui le mamme (e i papà) in questa parte del mondo possano prendersi cura amorevolmente dei propri piccoli scegliendo di prendersi cura, nello stesso tempo, di una mamma e del suo bimbo dall’altra parte del mondo. A noi questa idea è sembrata speciale!!

 

Tessuta con colori vivaci, per portare l’energia vibrante delle persone balinesi che abbiamo conosciuto, la fascia Terima Kasih ricrea nell’intreccio di trama e ordito molti degli elementi caratteristici del luogo e, a coronare il portabebé. vi è una mamma che innalza al cielo il suo piccolo. La fascia riporta anche l’etichetta con il logo del Bumi Sehat. Ad accompagnare il progetto, la creazione di diversi accessori (fra cui sciarpe e borse), anch’essi con il logo tessuto nella stoffa.

 

La fascia è dedicata prettamente a genitori italiani e europei (ma non escludiamo che il progetto possa allargarsi anche al di fuori dell’Europa!), poiché difficilmente in Indonesia i genitori possono permettersi il costo di una fascia jacquard, ma proprio per il forte potere d’acquisto dell’euro e il basso costo della vita a Bali, avrà la possibilità di aiutare molto anche con un piccolo contributo.
La fascia è corredata dalla creazione di alcuni accessori che possono essere scelti da chi vuole prendere parte al progetto con un contributo più moderato, oppure per chi non ha bimbi da portare, ma vuole comunque sostenerci.

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La fascia nel dettaglio: Amrita Terima Kasih

Fascia portabebé 100% cotone pettinato ritorto, 230g/m2
Trama arcobaleno, tramina beige,  ordito bianco

Ideale per: fascia per tutte le necessità, morbida per i piccoli ma buona anche per sostenere pesi più importanti grazie alla grammatura media; garantisce un’ottima tenuta anche grazie alla presenza di una doppia trama di sostegno

Il disegno: questa fascia narra di un viaggio in una terra lontana, impastata di spiritualità, colorata da una tavolozza variegata di sfumature, di profumi, di suoni. Un luogo da favola, in cui le persone si svegliano all’alba fra nuvole di zucchero filato, attraversano le porte del Cosmo con passi veloci e leggeri per deporre ricche offerte agli spiriti a loro cari, perché rimangano vicini e li proteggano. Un luogo di grandi sorrisi e di schiene piegate nelle risaie, di mari imponenti e di vulcani attivi, una terra di accoglienza in cui gli elementi naturali, la tradizione e l’innovazione trovano un modo unico di intrecciarsi. Un luogo in cui i piccoli nascono indisturbati, la loro sorella Placenta viene onorata con fiori e offerte e il cordone ombelicale reciso solo dopo che tutta la vita abbia potuto scorrere verso il neonato, in cui i bambini (considerati esseri sacri) non toccano il suolo prima dei 105 giorni di vita, ma anche in cui gli ospedali sono rari, l’assistenza sanitaria scarsa e minori poco tutelati.

Pensate se, semplicemente con il gesto di portare, simbolo di amore profondo per i nostri bambini, potessimo aiutare un altro genitore lontano ad accedere agli esami prenatali, a far nascere il suo piccolo in un luogo sicuro e con un parto gentile, ad avere le cure utili e necessarie, a permettersi qualche pasto completo mentre riprende le forze dopo il parto. Ecco, questa fascia narra di una promessa d’aiuto che oltrepassa l’oceano: attraverso questo tessuto, una mamma che vive in questa parte di mondo può accudire con dolcezza il suo piccolo mentre, nello stesso momento, si prende cura di un’altra mamma e del suo bimbo. Questo può accadere grazie a voi: “Terima Kasih” significa appunto “Grazie” in lingua bahasa indonesiano ed è questo il nome che abbiamo scelto per donare alla nostra fascia l’energia positiva che la sosterrà nei tanti chilometri che il progetto affronterà, ma soprattutto per trasmettervi il sorriso di tutte le famiglie che già vi stanno ringraziando per il sostegno donato.

 

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La clinica

Il Bumi Sehat è piccola clinica di Bali, a circa 16 ore di volo dall’Italia. La persona che l’ha fortemente voluta e che ha creato la fondazione che ne è alla base, Ibu Robin Lim,  è un’ostetrica dai piedi scalzi, con un gran sorriso stampato in faccia e un abbraccio d’amore sempre pronto per le mamme che le chiedono aiuto.  Lo scopo del lavoro di questa ostetrica molto speciale è: “Costruire la pace nel mondo, un bambino alla volta“.

La clinica si basa solo sulle donazioni e la fondazione che la supporta ha la missione di fornire alle famiglie l’accesso a cure mediche di qualità e di promuovere un parto gentile, igienico e culturalmente appropriato per le popolazioni tradizionalmente sottorappresentate. Per raggiungere questi obiettivi, la fondazione fornisce servizi sanitari, cure di emergenza, servizi educativi e programmi ambientali. La fondazione opera a Bali, ad Aceh, dove è intervenuta a seguito dello Tsunami del 2004 sulle coste indonesiane, nelle Filippine. Attualmente si sta prendendo cura degli sfollati del Mount Agung, a seguito dell’eruzione vulcanica iniziata nell’autunno 2017.

 

 

Riferimenti:

Pagina dedicata dal sito web Amrita e shop online: qui

 

Responsabile progetto:
Nicoletta Bressan
Email: sostegnomamme@gmail.com

Tel: 3337787392

Fb: Amrita Fascia Portabebé